La Chanukkià, il candelabro della festa di Chanucchà

dicembre 3 2015

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Tra pochi giorni sarà la festa ebraica di Chanucchà, conosciuta anche come festa delle luci, che ricorda la consacrazione del nuovo altare nel Tempio di Gerusalemme dopo la sconfitta degli ellenici.

Antioco Epifane di Siria  voleva imporre la religione greca agli ebrei e voleva distoglierli dallo studio della Torah e dai suoi precetti fondamentali. Grazie ad una rivolta guidata da Mattatià, un sacerdote di Modiin e dai suoi sette figli,  e dopo una lunga battaglia, il 25 di Kislev del 165 a.e.v. il Tempio fu finalmente riconquistato.

La prima cosa da fare però era riconsacrare il Tempio ma fu trovata una sola ampolla di olio puro e per prepararne una nuova ci sarebbero voluti otto giorni. L’ampolla però miracolosamente invece di un solo giorno, durò otto giorni. Proprio in ricordo di questo magnifico evento i Saggi del Talmud istituirono la festa di Chanucchà,  una festa di lode e ringraziamento al Signore che dura appunto 8 giorni.

La prima sera quindi si accende il primo lume e si utilizza la Chanukkià, un candelabro con 8 bracci più uno centrale e più alto detto “Shammash”, servitore, così chiamato perché ci si può servire della sua luce. Si accende quindi un lume a destra, poi la seconda sera due lumi, la terza sera tre e così via fino all’ottavo giorno; ogni sera comunque dopo lo Shammash si accende per primo il lume che si aggiunge quella sera.

E’ proibito servirsi della luce dei lumi di Chanucchà e la Chanukkià va accesa vicino alla porta o alla finestra in modo che tutti possano vederla e ricordarsi del miracolo che avvenne il 25 di Kislev del 165 a.e.v.

Il momento migliore per l’accensione dei lumi è la sera all’apparire delle tre stelle ma se non si è fatto in tempo si possono accendere i lumi tutta la notte, l’importante che ardano per almeno mezz’ora.