Sant’Angelo in Pescheria

aprile 9 2013

sant'angelo in pescheria taverna del ghetto

Il ghetto si trova nel rione più piccolo della capitale: Sant’Angelo. Gli ebrei, già presenti nella città, arrivarono in questo rione all’inizio del XV secolo quando il commercio fluviale andò in decadenza e abbandonarono la sponda destra del Tevere e si sparsero per la città. Qui vi abitavano circa 1200 ebrei. Divenne poi “ghetto” quando nel 1555 Papa Paolo IV promulgò la Bolla “Cum nimis absurdum e revocò tutti i diritti alla comunità ebraica rinchiudendoli in questa piccola area.

Il rione quindi si trova sulla sponda sinistra del Tevere davanti all’isola Tiberina e confina con i rioni Regola, Sant’Eustachio, Pigna, Campitelli e Ripa.

Nella parte che si affaccia sull’isola Tiberina c’è Sant’Angelo in Pescheria che deve il suo nome al mercato del pesce presente durante il Medioevo. E’ ancora visibile infatti una lapide con la scritta: “Capita piscium hoc marmoreo schermate longitudine majorum usque ad primae pinnas inclusive conservatoribus danto” (le teste dei pesci più lunghi di questa lapide, pinne comprese, devono essere date ai conservatori). Il mercato poi dopo l’Unità d’Italia fu spostato a piazza San Teodoro.

Anche la Chiesa di Sant’Angelo in Pescheria, costruita nel VIII secolo, deve il suo nome al mercato del pesce. La sua facciata si limita ad un semplice muro di piccoli mattoni con al centro il portale, nel quale sono inglobate le tre colonne corinzie del Portico d’Ottavia. Questa chiesa ebbe molta importanza nell’era medievale, infatti da qui nel 1347, la domenica di Pentecoste, i romani lanciarono l’assalto al Campidoglio per cercare di  ripristinare la Repubblica Romana.