Vino kosher, caratteristiche e regole

luglio 9 2015

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Il vino kosher è un vino che, rispettando i precetti indicati dalla Torà, può essere consumato dalle persone di religione ebraica. Il vino nella religione ebraica non è una semplice bevanda perchè ha la sacralità della benedizione e accompagna molti momenti e festività importanti come lo Shabbat, Pesach, la Pasqua Ebraica, il matrimonio, la festività di Purim e molte altre ancora.

Per poter essere consumato e soprattutto per poter essere utilizzato durante le celebrazioni religiose oltre ad avere particolari caratteristiche, il vino deve subire un controllo rigoroso dalla coltivazione della vite alla vinificazione e questo controllo viene effettuato da un Rabbino insieme ai mashghihim (sorveglianti).
Le regole legate alla coltura sono principalmente tre. Orlah, cioè nei primi tre anni è proibito raccogliere i grappoli. Shmitah, ogni sette anni la vite deve essere lasciata a riposo senza raccogliere i frutti. Kilai Hakerem, non sono consentite le colture promiscue e quindi non possono essere coltivate anche frutta o altro.

Prima quindi di cominciare i mashghihim controllano, puliscono e bonificano in maniera molto scrupolosa tutti i macchinari e gli utensili che verrano usati per produrre il vino e questo processo essendo fondamentale può richiedere anche diversi giorni. Poi durante la produzione vengono fatti diversi controlli e sopralluoghi fino a che il vino viene imbottigliato. Al termine del processo ogni bottiglia riceve tappo, capsula ed etichetta dove c’è scritto chi ha curato il processo del controllo della kasherut. E’ l’Autorità Rabbinica a fornire ogni volta il numero di etichette o tappi necessari per tutta la produzione annuale e a rilasciare un certificato, registrato presso il Rabbinato Centrale d’Israele, necessario per l’esportazione.