Storia della Comunità ebraica di Roma, 1° parte

ottobre 25 2012


Inizia oggi il nostro viaggio all’interno della storia della Comunità ebraica di Roma. Un appuntamento in cui tratteremo le vicende della popolazione ebraica capitolina, presente nella Città Eterna dal secondo secolo avanti l’E.V. La datazione crea qualche grattacapo, non tanto storiografico , quanto culturale. Come vi abbiamo già detto nella sezione relativa alla cucina ebraica, la cultura ebraica e quella romana hanno vissuto talmente in simbiosi che è molto difficile scinderle e identificare la paternità dei singoli aspetti.

Si sa per esempio che nell’antichità Giulio Cesare era solito rispettare le prescrizioni ebraiche, come esonerare gli ebrei dal pagare il loro tributo a Roma nell’anno sabbatico.

Un’altra notizia l’abbiamo grazie a “Pro Flacco”, un’orazione di Cicerone con cui è scritto che i residenti ebrei a Roma e in tutta Italia mandavano regolarmente denaro a Gerusalemme come contributo per il Tempio:

“Essendo consuetudine che dall’Italia e da tutte le nostre province, tutti gli anni venga esportato oro a Gerusalemme, a nome dei Giudei, Flacco sancì con un editto che non fosse lecito esportarlo dall’Asia. E chi è, o Giudei, che non abbia a lodare ciò?”

[Fonti: AAVV, Volume pubblicato nel 1961 dall’Histadruth Hamorìm (Associazione Insegnanti Ebrei d’Italia – Milano) a seguito di un seminario organizzato nel 1959 a Vigo di Cadore, e ripreso da Morasha.it]