Sukkot

settembre 17 2013

sukkot taverna del ghetto

Sukkot, è la festa agricola dell’autunno; una festa gioiosa in cui si ricorda il cammino nel deserto del popolo ebraico dopo la liberazione dalla schiavitù dell’Egitto. Questa festa viene detta “Festa delle capanne” proprio perchè “Sukkot “in ebraico significa “capanne”, nelle quali vissero gli israeliti durante la permanenza nel deserto; viene detta inoltre “Festa del raccolto” e anche “Festa della nostra gioia”, poiché cade in coincidenza della fine del raccolto quando si svolgevano grandi manifestazioni di gioia. Infine è anche detta “festa dei tabernacoli” e il precetto che la caratterizza è proprio quello di abitare in capanne durante tutti i giorni della festa.

La Sukkà deve essere costruita con dimensioni particolari; ci sono infatti regole dettagliate sull’altezza ma nessuna sulla larghezza questo perchè nei tempi messianici la tradizione vuole che verrà costruita un’unica grande Sukkà nella quale possa risiedere tutta l’umanità. Il tetto invece deve essere composto da fogliame ed essere abbastanza rado da intravedere il cielo, poichè l’uomo deve avere la mente e lo spirito rivolti verso l’alto. Durante i giorni di festa la Sukkà deve diventare la residenza fissa o almeno bisogna consumarvi i pasti.

Un altro precetto molto importante di Sukkot è il lulav. Un mazzo formato da quattro specie di vegetali: un ramo di palma (lulav), due di salice (‘aravà), tre di mirto (hadas) e un cedro (etrog) che va agitato durante le preghiere. Il significato simbolico del lulàv è molto importante infatti: la palma è senza profumo, ma il suo frutto è saporito; il salice non ha né sapore né profumo; il mirto ha profumo, ma non sapore ed infine il cedro ha sapore e profumo. Questi simbolicamente rappresentano tutti i tipi di uomo: tutti insieme sotto la Sukkà.